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GENERATION, ReGENERATION, PostGENERATION

Fuorisalone 2022

L'eleganza dello stato naturale, la lenta spirale, verso terra, di una foglia che si stacca dal ramo. I danzatori in questo caso parlano di “presenza”: quando c'è “presenza”, ogni gesto diventa facile.

Antonio Marras presenta i suoi progetti eclettici per il Fuorisalone 2022.

L'eleganza dello stato naturale, la lenta spirale, verso terra, di una foglia che si stacca dal ramo. I danzatori in questo caso parlano di “presenza”: quando c'è “presenza”, ogni gesto diventa facile. Quando “non c'è”, quando la mente non si discioglie nel corpo, si sente un che di artefatto, di meccanico, come se mancasse l'impulso vitale. Il “vero danzare” è arrendersi alla legge naturale.

rigenerazióne
dal lat. tardo regeneratio -onis]. –

L’azione di rigenerare
1. In senso sociale, morale o religioso, rinascita, rinnovamento radicale, redenzione che si attua in una collettività, rigenerazione è il termine corrispondente al lat. regeneratio che nella Vulgata traduce il gr. παλιγγενεσία «palingenesi»).

2. a. In biologia, il riprodursi, in un organismo animale o anche vegetale, di parti, organi, tessuti, sia in seguito a perdite o a traumi accidentali o sperimentali, sia come regolare rinnovamento che si attua durante il normale ciclo vitale dell’organismo (r. fisiologica, come per es. la muta delle penne degli uccelli, il cambiamento dei peli o la sostituzione dei denti di latte dei mammiferi, ecc.).

b. In elettronica, lo stesso che reazione positiva Procedimento tecnologico mediante il quale si cerca di riprodurre o di rinnovare lo stato e le proprietà iniziali di una sostanza (e, per estens., di un materiale, di un oggetto).
RE-GENERATION è una poetica circolare, un’attività di rigenerazione, è dare nuova vita.
È valorizzare e rendere ripetibili le migliori esperienze, è creare legami.
È credere nel risveglio, creare un gesto perfetto.
È l'Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri.
Sono i corsi e ricorsi storici di Giambattista Vico, le cose che succedono per un volere pre-destinato, già scritto.
Diceva Vico:

Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso, ed è proprietà dei fanciulli di prendere cose inanimate tra mani e, trastullandosi, favellarvi come se fossero, quelle, persone vive...
Ed è la re-generation il modus operandi di Antonio Marras.
Antonio Marras rigenera, dà nuova vita, crea occasioni di incontro e fonde e confonde materie e istanze poetiche e attraverso la bellezza riproduce e produce nuove dimensioni dei materiali che spesso in modo imprevisto danno vita a nuove visioni.

La rigenerazione è un processo naturale di sostituzione o ripristino di parti del corpo danneggiati o mancanti alla piena funzionalità di piante e animali, e per Antonio Marras rappresenta il manifesto della propria poetica.

Le stratificazioni, l’assembramento, gli assemblaggi, gli accostamenti, gli interventi, le incrostazioni, i decori, le sovrapposizioni, gli inserimenti, gli intarsi, i pezzi di tessuto avanzati, i ricami, le terre, i colori, i metalli, i disegni, il caffè e il tè come colori, i patch su elementi pre-esistenti al fine di creare una identità, altra è il fare di Antonio Marras.
Un innumerevole accumulo di pensieri, di materiali e di genti che generano una visione diversa. Una visione che tiene insieme tutti gli elementi e tutte le tensioni e produce un nuovo essere, un nuovo modo di intendere la vita.

Antonio Marras è mosso da un sentimento animato dalla presenza fondamentale della memoria. Memoria collettiva, quella che in sardo si chiama “su connottu” , il conosciuto, l’assimilato, il DNA che fa parte di noi .
Antonio Marras è un intimista, un animista.
Ama il vissuto e gli piace pensare che gli oggetti, le cose, gli abiti, i tessuti abbiano un’anima e meritino rispetto.