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Amore e Psiche a Rebeccu

Il folklore Sardo incontra antiche storie

Tra leggenda e folklore sardo, gli abiti di Antonio Marras si intrecciano alla tradizione della sua terra per dare vita a una rappresentazione moderna della storia di Rebeccu e dei suoi abitanti Amore e Psiche.
C’era una volta una strana coppia, ma strana per chi è conforme, altrimenti parlerei di una coppia inusuale, particolare, atipica e geniale a modo suo.

Il loro nome è Amore e Psiche, perché i loro genitori erano fissati con l’antica storia.
Sono nati a Rebeccu, paese al centro della Sardegna, ma il loro destino era segnato sin dalla nascita.

Rebeccu ha una storia di amore folle, di fughe e di maledizioni.

Si racconta che questa manciata di casette dal tetto spiovente, sperdute a mezza costa in un borgo di montagna, non superi le 30 abitazioni.
A maledire le case usate da contadini, cacciatori e taglialegna per trascorrervi la notte, sarebbe stata la principessa Donoria, figlia del Re Beccu, “il Re vecchio”. Donoria venne cacciata dalla sua cittadina, perché dapprima rinnegò il suo fidanzato, e poi pare si rivelò essere una strega. Finì legata ad un mulo e la sua casa fu bruciata sotto gli occhi atterriti del suo caro babbo.

Pare che Donoria, fuggendo via, sbeffeggiata dagli abitanti del posto, esclamasse:
“Rebeccu, Rebecchei da is trinta domos non movei”
(“Rebeccu, Rebecchesi, dalle trenta case non vi muovete”).
Fu una vera premonizione! Anzi, per qualcuno, un vero e proprio sortilegio.
Essendo Amore e Psiche discendenti diretti di Donoria, erano atterriti dalla possibile pre-destinazione all’allontanamento e così preferirono, una volta adolescenti, emigrare spontaneamente e di trasferirsi in America lontano dalla pazza folla, i 30 abitanti di Rebeccu. Scelsero Salt Lake City, dividendo la terra solo con la tradizionale popolazione dei Mormoni.

Ma al cuore, si sa, non si comanda.
E infatti, i ragazzi che già avevano già il peso di portare dei nomi importanti che presagivano la fine del loro autentico amore solo per un capriccio degli dei, cercavano di combattere il destino diventando una cosa unica vestendosi uguali o almeno con gli stessi motivi.
In più, addolorati dal ricordo del loro paese lontano, cercavano di riprodurre ambientazioni, situazioni, azioni, immagini che raccontassero Rebeccu da una distanza prospettica.
E per l’occasione sfoggiavano il meglio del guardaroba che c’è.

Erano sempre “allichiriti”, come si dice in cagliaritano, eleganti, tutti a puntino e in pendant.
Amavano cambiare i vestiti in ogni occasione, occasione che poi era anche solo quella di alzarsi la mattina e iniziare il nuovo giorno. Amavano i pezzi rari e preziosi, amavano le luccicanti paillettes. Amavano i piccoli fiori romantici e nostalgici tipici delle ragazze del Far West e delle ragazze di Rebeccu.

Amavano il verde speranza, le righe, i quadretti e tutto quello che fa sentire bene e bello.

C’è bisogno di bellezza e c’è bisogno d’amore!

Amore e Psiche continuano a divertirsi cambiando look e si amano e si vogliono ma vivono con il sogno di tornare a Rebeccu, ormai paese fantasma… torneranno un giorno? Faranno pace con Donoria e le 30 casette?
Ph: Benjamin vitti @benjamin.vitti
Art director | styling: Elvis Furlan
Editor: Leonardo Marras
Muah: Nicoletta Ambrosi
Set designer: Rosita Romor, Enrico Tondelli
Models: Riccardo Santalucia e Alessandra Boschello